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Che cos’è la Psicologia dell’abitare?

Psicologia dell’abitare è un approccio, un modello, un nuovo modo di concepire le professioni che si incontrano e si confrontano su un terreno comune: la casa.

Una scienza che studia il rapporto che intercorre tra la persona e la casa e che si prefigge di essere un modello progettuale oltre che concettuale capace di coniugare gli aspetti psicologici connessi con l’esperienza della propria casa con quelli più tecnologici e strutturali.

Psicologia dell’abitare è anche un modello operativo che si basa su alcuni criteri. Oltre a quelli più comunemente conosciuti come le scelte cromatiche e di luce, vi sono la biofilia (ovvero il favorire la presenza di elementi naturali – suoni, immagini, scelte di materiali specifici, elementi di arredo, etc. – nella propria abitazione); le esperienze sensoriali che coinvolgono udito e respirazione, l’armonia cognitiva e la neuro-architettura.

Cosa significa Abitare?

L’uomo non solo OCCUPA uno spazio, ma lo ABITA. Abitare significa stare nello spazio in modo PERSONALE. Il concetto di abitazione può essere dunque inteso come quel contesto che mette al centro una storia, quella dei suoi abitanti. Più che assolvere a un bisogno di protezione dall’ambiente esterno – quindi se vogliamo un ruolo contenitivo – la casa è uno spazio antropocentrico, che racconta la storia dell’individuo e delle sue relazioni con la comunità.

Abitare deve anche essere sede di tutte quelle qualità «psicologiche» che l’utente ha necessità di vivere e che un ambiente esclusivamente funzionale non offrirebbe. Per qualità psicologiche dello spazio intendiamo tutti quegli attributi non direttamente riferibili ai bisogni fisici e fisiologici, comprendendo in essi tutto ciò che, in modi diversi, interagisce con la sfera delle emozioni, con i sentimenti, quell’animo che «sentiamo» senza vedere, i bisogni dello spirito, come la conoscenza e la cultura, il bisogno del gioco e della socializzazione, l’impulso che sfocia nell’espressione, nell’affermazione della propria coscienza e individualità, nel voler essere conosciuti, riconosciuti, apprezzati, ricordati.

Vivere uno spazio psicologicamente corretto, completo, adatto al proprio io, significa vivere uno spazio abitativo che rassicura, protegge, soddisfa, esprime, fa crescere: la casa deve dispensare le sicurezze e il «nutrimento» interiore di cui non possiamo fare a meno e che raramente riceviamo dal mondo esterno.

(Giacomo Rizzi, Qualità psicologiche dello spazio abitativo)

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